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Perché Bolsonaro piace agli imprenditori brasiliani e agli investitori esteri
18/10/2018

Perché Bolsonaro piace agli imprenditori brasiliani e agli investitori esteri
18/10/2018

“Perché Bolsonaro piace agli imprenditori e agli investitori esteri”. Mio commento uscito oggi su Milano Finanza. Di Graziano Messana Il sorprendente risultato finale del primo turno delle presidenziali brasiliane si è chiuso con quasi 50 milioni di voti raccolti da Jair Bolsonaro. Se ci fermiamo un attimo a osservare il solo profilo politico di Bolsonaro, capitano dell’ esercito in congedo e deputato dal 1991, certamente si potrebbero aprire alcuni capitoli che mostrano imprudenza e incoerenza tanto nelle sue dichiarazioni pubbliche quanto nel modo in cui in passato ha esercitato il suo diritto di voto contro alcune riforme importanti. Ma nella misura in cui esercizio della democrazia non è messa in discussione, Bolsonaro è visto come un turning point necessario. La borsa ha recepito con molta euforia l’esito di questa prima tappa delle elezioni registrando un +4% e il record storico di scambi, che hanno totalizzato 24,8 miliardi di reais. La curva dei tassi di interesse ha registrato un immediato contenimento e questo garantirà più facilmente un volano econômico, se non cambia di nuovo lo scenario. La prima conclusione oggettiva è quindi che la sensazione degli investitoti non è di preoccupazione, ma di fiducia. Piuttoso che immaginare nuovamente al potere it PT dello sfidante.al ballottaggio Fernando Haddad, figlio politico dell'ex presidente Lula, stanno appoggiando Bolsonaro, non tanto come candidato, ma come movimento, visto che il suo partito è cresciuto enormemente in poco tempo. La seconda, più che una conclusione è una sensazione. Le imprese sono state molto prudenti se non immobilizzate in questi ultimi mesi, nessuno ha fatto investimenti o deciso di assumere (ricordando che la crisi ha lasciato 13 milioni di disoccupati). Si leggono già, nelle prime dichiarazioni fatte a caldo da imprenditori o executive brasiliani, parole confortanti e di grande incoraggiamento per una ripresa più rapida. Ma chi governerà la parte economica e finanziaria (ricordando che dal 1989 i candidati che hanno avuto la meglio al primo turno sono diventati poi presidenti) sono nomi che piaccio no molto a mercato e investitori. Piace molto il brazzio destro economico di Bolsonaro, Paolo Guedes, economista e possibile ministro delle Finanze, che ha un consenso trasversale viste le sue alte competenze in amministrazione e economia (PHd a Chigago). Gli altri nomi, semplicemente, no sono presenti all'interno del partito social liberale ma Guedes ha già annunciato il recruitment sul mercato esplicitando i nomi che potrebbero comporre la sala di regia. Nomi che spaziano da presidenti di note banche di investimento a economisti rinomati che assumono carichi di responsabilità nel setorre privato. Guedes stima molto anche il lavoro dell'attuale presidente del Banco centrale, Ilan Goldfajn, per cui o sarà riconfermato o entrerà una figura che continuerà il lavoro in una direzione abbastanza di continuità. Da un punto di vista di interesse verso il Brasile constato parecchie operazioni di acquisizioni negli ultimi mesi da parte di gruppi stranieri che vedorno il Paese come opportunità di medio-lungo termine. Analizzando i dati sui flussi di investimento stranieri il Brasile è salito al quarto posto nel ranking mondiale come attrattività. Fondi come BlackRock hanno già annunciato che gli attivi brasiliani si valorizzeranno rapidamente dopo le elezioni per cui varie transazioni si stanno accelerando proprio in questi gironi. In questo senso anche la posizione di Bank of America che ha già cambiato il profilo do neutro a overwight. Aziende italiane hanno preso posizioni importanti, per citarne solo alcune la recente acquisizione fatta dall'Enel e l'operazione di Buzzi Unice, che proprio a settembre ha investito 150 milioni di euro rivelando il 50% del gruppo Brennand (divisione cemento).

Il Brasile può essere una grande opportunità per le PMI italiane
01/08/2018

Il Brasile può essere una grande opportunità per le PMI italiane
01/08/2018

Uno spaccato del nostro MD Graziano Messana sul Giornale della PMI. Il Brasile è certamente un grande mercato di sbocco per le PMI italiane ma non tutte riescono a cogliere questa opportunità. Capita spesso di riscontrare imprese che esportano in vari paesi, anche in Nord America, ma non in Brasile. Come mai questo accade? In Brasile sono presenti circa un migliaio di aziende italiane. A parte i grandi gruppi industriali e le grandi griffe della moda, quasi tutti presenti, il resto sono filiali di aziende piccole e medie. Alcune arrivate perché, seguendo l’insediamento delle grandi imprese, si sono basate in loco per continuare a garantirne le forniture. Le più fortunate hanno aderito a dei veri e propri cluster creati nell’intorno delle grandi aziende. Altre PMI invece sono arrivate perché hanno identificato, grazie alla partecipazione ad una fiera di settore o perché si sono documentate autonomamente, un mercato enorme dalle infinite opportunità. Per dare qualche esempio il Brasile è il quarto paese al mondo come consumo in prodotti di bellezza, quinto consumatore di elettrodomestici, il terzo consumatore di tecnologie digitali con 50 milioni di compratori on line, grande compratore delle 3F (furniture, fashion, food) in cui l’Italia ha forte tradizione. Energie rinnovabili in crescita vertiginosa e il mercato dell’internet delle cose che traina vari segmenti industriali trasversali. Alcune aziende si sono rivolte ad un pubblico finale, cosiddetto B2C, intercettando su una popolazione attiva di 200 milioni di persone, grandi segmenti di un pubblico consumatore che a volte, anche con una bassa rendita, fa acquisti impulsivi come avviene nel campo dei cellulari o della moda. Ma la maggior parte di queste filiali sono imprese che forniscono beni e servizi ad altre aziende brasiliane, cosiddetto B2B. Questo il dato statistico sul migliaio di aziende italiane ma quella che è l’opinione diffusa è che il Brasile, anche questa comprovata statisticamente nelle guide del banco mondiale e ranking del doing business, è uno dei paesi con più burocrazie e barriere all’entrata. Motivo per il quale, nonostante la vicinanza culturale e questo enorme mercato, molte aziende desistono dopo avere investigato un po’ circa la burocrazia di questo paese o peggio ancora dopo essersi avventurate commettendo una serie di errori e perdendo conseguentemente anche risorse senza ottenere risultati. Gli errori che – sulla base della mia esperienza diretta – più spesso le PMI commettono sono così riassumibili: 1) la presunzione di provare a replicare in Brasile un modello che magari funziona per esportare o vendere in altri paesi 2) l’idea che un Made in Italy arrivi troppo caro in Brasile per cui si ci ferma al primo preventivo di una società di logistica deducendo considerazioni fuorvianti 3) la scarsa informazione dovuta al fatto che si intende il Brasile come un paese molto prossimo culturalmente (e di fatto a San Paolo ad es. ci sono 6 milioni di discendenti di italiani) e quindi si sottovalutano le regole degli affari che possono essere molto diverse soprattutto se si pensa agli alti tassi di interesse e la instabilità del cambio oltre al fenomeno delle imitazioni Personalmente trovo anche curioso come spesso gli imprenditori italiani si sanno difendere bene quando si spostano in Cina documentandosi con consulenti, armandosi fino ai denti per timore che vengono scopiazzati processi industriali o assicurandosi pagamenti anticipati per timore di restare con il cerino in mano. Invece – se si pensa al Brasile – il clima è molto festoso, quasi rilassato, e spesso conducono gli affari in un modo più superficiale ma questa condotta, fidandosi a volte un po’ troppo dei locali, può costare cara. Ritengo che la vicinanza culturale e anche il fatto che i brasiliani apprezzino molto la qualità italiana potrebbero essere maggiormente sfruttatati. Basti pensare che i tedeschi sono presenti qui in Brasile con 1.600 filiali, già la Francia invece ha circa 600 filiali ma è più aggressiva quando si tratta di acquisizioni. Entrambi questi paesi non hanno le nostre vicinanze culturali. Per fronteggiare gli errori più frequentemente commessi, credo che con una maggiore informazione le aziende che si affacciano in questo mercato possano facilmente comprendere, documentandosi preventivamente, come gestire le criticità che si possono presentare. Operare con filiali commerciali in loco consente di ridurre considerevolmente il carico tributario spesso ritenuto erroneamente proibitivo. Si possono ottenere crediti di imposta immediatamente esigibili eliminando il ricorso ad intermediari e sostenere un modello di business basato su un uso strategico del working capital, con un significativo vantaggio sui competitors locali. Il tutto tenendosi al riparo dalle impreviste variazioni dei tassi di cambio. Oggi l’accesso alla informazione è anche più facile rispetto al passato per cui basta solo avvalersi di fonti affidabili e documentarsi. Queste sono tematiche che affrontiamo quotidianamente nel nostro lavoro e ormai dopo oltre 12 anni di operatività basati in Brasile posso affermare che questa sia una strategia che ha permesso alle tante PMI italiane che abbiamo seguito di entrare e avere successo nel mercato brasiliano. Cosi come abbiamo vissuto momenti di euforia e momenti di crisi in un Paese che, nonostante sia così grande, entra ed esce dalle turbolenze con molta rapidità. Chi è interessato a fare affari in questo paese continentale non deve farlo guardando nel breve periodo ma nel medio lungo altrimenti è meglio rinunciare. Dalla fine dell’anno scorso grosso modo, il Brasile sta vivendo un momento nuovamente stimolante per gli investitori stranieri e questo per noi è molto positivo. Spero che le PMI italiane possano cogliere questo momento e potere trarne validi benefici economici guadagnandosi sempre più spazio. Articolo completo: https://www.giornaledellepmi.it/il-brasile-puo-essere-una-grande-opportunita-per-le-pmi-italiane/

Economy Magazine: "Imprese italiane in Brasile? Ecco come fare"
14/06/2018

Economy Magazine: "Imprese italiane in Brasile? Ecco come fare"
14/06/2018

Parla Graziano Messana, fondatore di GM Venture che opera a San Paolo. Mai come in questo periodo le imprese italiane, anche pmi, guardano con interesse al mercato brasiliano. L’incertezza politica non sembra intaccare le spinte alla crescita che l’economia del Paese sud americano sta vivendo. Lo sanno bene in GM Venture, società di gestione e consulenza fondata nel 2006 da Graziano Messana, con sede a San Paolo. Grazie al modello di business innovativo, cura la gestione finanziaria, amministrativa e contabile di filiali in Brasile, offrendo un unico punto di contatto per le case madri italiane facilitando così un controllo totale delle operazioni locali.

Che tipo di mercato c’è in Brasile per la consulenza contabile e fiscale?

Il Brasile è un mercato particolare e diverso da quello italiano. Per svolgere queste attività internamente alla propria azienda o filiale bisogna essere grandi, altrimenti tutte le aziende piccole e medie delegano queste attività all’esterno. Va segnalato tuttavia che non esiste la figura del dottore commercialista e conseguentemente non esistono gli studi di commercialisti. Esistono i contadores, che sono figure più vicine ai ragionieri, nella maggior parte poco esperti di tematiche internazionali oppure esistono grandi società che assorbono i processi contabili, ma spesso anche loro non sono una soluzione sempre efficiente e soprattutto facile da scegliere. Per spiegare la complessità basti pensare che nelle cosiddette big four, due di queste, KPMG e PWC, hanno deciso di uscire da questa attività perché il Brasile spende 10 volte il tempo medio mondiale per gestire la sua complessità amministrativa-contabile.

Qual è il modello di business di GM Venture?

Noi siamo partiti nel 2006. Inizialmente pensavamo di aiutare le aziende italiane ad entrare in Brasile. Invece i primi progetti ci hanno fatto capire che il nostro ruolo era determinante per garantire una corretta gestione futura volta alla creazione del valore e a ridurre al minimo le passività occulte. Così il modello di business si è rapidamente trasformato in quello che oggi è il nostro abituale lavoro, cioè fare il CFO in outsourcing: amministriamo tutte le attività non ritenute core business delle società italiane che investono in Brasile. Assumiamo la carica di legale rappresentante che in Brasile necessariamente deve essere assunta da un soggetto residente. Quasi sempre poi, quando le società crescono, inseriamo risorse umane dedicate all’interno delle aziende che seguiamo. In questo senso custodiamo la cassaforte dell’imprenditore in Brasile perché tutti i flussi finanziari vengono da noi governati e poi riportati con strumenti facili da leggere per il management italiano.

Ma quindi come gestite il tema della consulenza contabile?

Lavoriamo e continuiamo a lavorare con tre società di BPO che abbiamo selezionato nel tempo. Hanno DNA diversi e dimensioni diverse. Abbiamo particolarmente intensificato negli anni però i lavori con una società che si chiama Premium, frutto di uno spin off di un manager, il cinquantenne Jose Brito, che per anni è stato responsabile in PWC, e in maggio abbiamo deciso di acquisirne una quota rilevante per integrare ancora di più le nostre attività con le loro. È una bella sinergia e il tema della contabilità è un tallone di Achille per le aziende che investono in Brasile per cui crediamo di aver fatto una scelta interessante ad integrare maggiormente le attività nostre con quelle di Premium.

Quante persone lavoreranno a San Paolo?

Assieme totalizziamo una trentina di persone e ognuno mantiene ovviamente i propri uffici seppur con i consueti staff meeting settimanali. Però nel modello di business di GM Venture è prevista l’esistenza di uno staff, più o meno consistente, all’interno delle società clienti. Se contiamo anche queste teste il numero di persone raddoppia facilmente.

Quante aziende italiane hanno partnership con il Brasile?

Le presenze dirette sono circa un migliaio, di cui la maggioranza concentrate nello stato di San Paolo che comunque rappresenta circa il 40% del PIL dell’intero Paese e annovera circa 6 milioni di discendenti italiani. Una cultura per certi versi molto prossima a quella italiana.

Che prospettiva di crescita per le aziende italiane in Brasile?

In Italia noi abbiamo il “prodotto” e qui c’è il mercato. Se chi si avvicina al Brasile comprende che non deve essere una strategia mordi e fuggi ma di medio lungo periodo, fa la scelta adeguata e raccoglie buoni frutti. Ci sono molte aziende o imprenditori che quando vanno in Cina si armano come se andassero in guerra, un po’ per timore delle lingue e usanze molto diverse, un po’ perché sono terrorizzati dal prendere una fregatura o fare una cattiva negoziazione o essere copiati. Invece quando questi stessi soggetti si affacciano all’America Latina e al Brasile spesso vengono impreparati e possono commettere gravi errori: bisogna documentarsi bene prima e non strada facendo. Problematiche a parte, per quanto riguarda le opportunità ci sono parecchi settori che sono interessanti. L’internet delle cose che abbraccia molti settori trasversalmente come farmaceutica, agrobusiness e domotica. Settori tradizionali come cosmetica, che vale 40 miliardi di dollari, e mobili in cui ci sono molti spazi, ma anche il settore degli elettrodomestici dove da solo il Brasile rappresenta il 50% di tutto il sud America. L’e-commerce ha cifre da capogiro con 140 milioni di utenti internet e 50 milioni di essi che fanno acquisti on line. Anche sul marketing digitale si possono fare buoni affari, dato che il Brasile è al terzo posto, dopo USA e Cina, come numero di utenti Facebook, Instragram e Youtube. E per finire sulle energie rinnovabili dove il mercato sta crescendo a due cifre.

E per la consulenza?

Anche per la consulenza io credo che ci sia molto spazio. Il know how italiano è premiato adeguatamente se ben indirizzato. Stiamo curando una nuova start up per conto di TEMSI, una società di ingegneria di Bologna con un track record di 40 anni. Loro stanno applicando tutti i processi messi in atto in Italia alle realtà brasiliane. Il risultato è molto soddisfacente perché riescono a dialogare in modo molto proficuo, ovvero fanno toccare con mano all’impresa come la loro consulenza riduca i costi di logistica e di gestione in generale, e guadagnando proporzionalmente sul risparmio ottenuto in azienda. Siamo appena partiti, e anche questa sarà una start up che realizzeremo in tempi record, anche perché la TEMSI BRASIL ha già diversi milioni di reais di fatturato in consulenze da consolidare nella nuova società brasiliana. Ma abbiamo seguito anche altri casi in passato su consulenza specifica in certificazione farmaceutica o consulenza IT nella misurazione di onde emanate da dispositivi mobili, ricordando che il Brasile ha 200 milioni di persone e 210 milioni di linee telefoniche. Articolo completo: https://www.economymag.it/business/2018/06/14/news/imprese-italiane-in-brasile-ecco-come-fare-1586/

Cosa dicono i nostri clienti

Testimonianze di chi lavora con la GM Venture

“Siamo lieti di comunicare che la startup brasiliana della Liberty, creata nel 2011, è stata un caso di enorme successo. Abbiamo messo insieme un team vincente e scelto come partner strategico la GM Venture per supportarci nell’iniziare le attività in Brasile quanto prima, permettendoci di gestire da subito le importazioni di prodotto, i servizi di general & cash management cosi come sviluppare le attività di business locale”.

Kirstie Carey

Former MD – Liberty http://www.liberty.co.uk

“Redecam ha sempre fatto in modo di avere in loco il supporto di collaboratori ben inseriti nel contesto paese. Nel 2008 con l’apertura della filiale in Brasile, abbiamo trovato nel Dott. Graziano Messana una persona con cultura italiana perfettamente integrato in Brasile che ha partecipato in modo risolutivo nell’avviamento e che ci aiuta e facilita la gestione del business in un paese che presenta molte complessità. Questo contributo ci permette di concentrarci e dedicare di più le nostre risorse a problemi tecnici/tecnologici”.

Giuseppe Bettoni

Chairman – Redecam Group S.r.l. www.redecam.com

Neomobile è leader di mercato in Italia, Brasile, Spagna, Francia, Messico e Turchia. Opera nel settore del mobile payment in oltre 70 paesi offrendo ai propri partner la possibilità di distribuire e monetizzare contenuti e servizi digitali attraverso il mobile. “In quest’ottica siamo molto soddisfatti del nostro start up in Brasile, avvenuto nel 2008. Siamo riusciti a costruire un team vincente e crescere rapidamente. Sin dalla fase di progettazione dell’iniziativa, è stato fondamentale avere un partner come GM Venture, che ci ha supportato e continua ad assisterci con estrema efficienza nei processi di business development”.

Gianluca D’Agostino

Founder, CEO and then Board Member – Neomobile http://www.neomobile.com

“Il Brasile offre straordinarie prospettive di business per i prodotti Italia Independent. La nomina di Graziano Messana, con il supporto di GM Venture, rappresenta un importante passo nella costruzione di un team solido e preparato. La scelta è dovuta alla lunga esperienza maturata sul territorio nel supportare aziende italiane che si affacciano sul mercato brasiliano, per la sua professionalità e, non da ultimo, per la facilità culturale e linguistica che ci permette di accelerare tutte le nostre decisioni strategiche”.

Andrea Tessitore

Co-founder – Italia Independent https://www.italiaindependent.com

Abbiamo avuto un processo di espansione con diverse acquisizioni in Brasile. Abbiamo trovato in GM Venture un partner affidabile che ha saputo realizzare rigorosamente il delivery dei complessi progetti in cui la abbiamo coinvolto il loro team”.

Giuseppe Perrucci

CEO – Azimut http://www.azimutbrasil.com/

“Abbiamo conosciuto GM Venture quasi 10 anni fa, in questo periodo più volte Sparco si è avvalsa del suo contributo professionale e delle sue capacità per affrontare processi di riorganizzazione societaria e gestione della filiale in Brasile, inserita in un business complesso con problematicità di importazione e produzione dei prodotti con brand Sparco”.

Claudio Pastoris

CEO – Sparco http://www.sparco.it

“Abbiamo conosciuto il dott. Graziano Messana e l’innovativo modello di business di GM Venture nel 2010. Fiera Milano ha rilevato una quota di maggioranza di una nota società brasiliana del settore fieristico e abbiamo incaricato GM Venture e Graziano Messana prima come advisor, poi come interim CFO ed in seguito come General Manager. Posso dire con molta soddisfazione di tutto il top management di Fiera Milano. Siamo quotati in borsa nel segmento STAR e la dedizione sui progetti assegnati, il rispetto delle deadline finanziarie e la capacità di negoziare situazioni articolate con partner brasiliani spesso difficili sono i punti di forza che posso testimoniare in questi anni di intenso lavoro su un Paese in cui Fiera Milano vuole continuare ad investire”.

Francesco Santa

Chief International Officer – Fiera Milano http://www.fieramilano.it/

“La GM Venture ha una comprensione delle complesse dinamiche giuridiche, finanziarie e fiscali brasiliane, oltre che un qualificato network, che certamente va considerato come un asset per le aziende che, come Eataly, hanno investito in Brasile”.

Massimiliano Moi

CFO – Eataly http://www.eataly.net

“Un team professionalmente corretto e che lavora con etica. Abbiamo iniziato il nostro progetto green field e ci siamo trovati molto bene con loro. Abbiamo compreso rapidamente in una fase iniziale così delicata, come può essere una start up in Brasile, le opportunità e anche le minacce che un Paese complesso come questo può riservare”. Case di successo di apertura di rete di gelateria in Brasile con più di 70 punti di vendita. Al momento, l’azienda fa espansione per gli Stati Uniti.”

Edoardo Tonolli

CEO e fundador – Bacio di Latte http://www.baciodilatte.com.br

Alcuni dei Nostri Clienti

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Azimut

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Altri Clienti

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Graziano Messana

Italiano, economista, consolidata esperienza in processi di startup, general management, riorganizzazioni aziendali e processi di M&A. Nel 2006 ha fondato GM Venture con l’obbiettivo di dare supporto alle aziende straniere nel Paese, creando una piattaforma unica e innovativa. Attualmente è board member di diverse aziende in Brasile.

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