Data: 21 gennaio 2009 h 21.30
Durata: 0.02.58
Conduttore: Mariangela Pira
Intervistato: Graziano Messana, Managing Partner GM Venture
Replica: Caffè Affari – 22 gennaio 2009 – h 8.30
Conduttore: Marco Gaiazzi
SPECIALE INAUGURATION DAY
Domanda: Nella lunga campagna elettorale BO aveva promesso di cambiare l'America, consapevole che ogni cambiamento avrebbe pesato anche sull'economia e la politica di altri Paesi. Per il Brasile, nuove politiche economiche e una nuova politica estera degli Stati Uniti, cosa potrebbero significare? Cosa ci si aspetta?
Risposta: Mi permetto di fare una rapida premessa per evidenziare intanto le differenze che il brasile presenta rispetto agli altri paesi dell’area BRIC, ma anche del suo vicino di casa Messico.
La Russia di fatto esporta moltissimo petrolio e le aziende sono fortemente indebitate verso l’estero.
La China esporta molti prodotti di manifattura e l’India molti servizi. É più che naturale la stretta connessione con l’economia degli Stati Uniti come è anche ovvia la dipendenza di un paese come il Messico che concentra l’80% delle sue esportazioni verso gli stati uniti.
Perchè il Brasile ha una connessone diversa e se vogliamo meno dipendente oggi dagli stati uniti? Sinteticamente il Brasile esporta principalmente commodities e su vari paesi ma presenta anche un forte consumo interno.
Attualmente ha riserve in USD pari a circa 200 miliardi che sono più o meno pari al debito esterno e questi fattori hanno permesso quest’anno al brasile di conquistare l’Investment Grade dalle principali Agenzie di Rating.
Da ultimo, i capitali stranieri entrano oggi più come investimenti che a titolo speculativo, motivo per cui la differenza rispetto agli anni scorsi è che quando le borse americane subiscono delle oscillazioni non è così scontato il ribaltamento degli effetti sulla borsa brasiliana.
Cosa ci si aspetta? Ci si aspetta una cooperazione maggiore nel campo delle energie ottenute da fonti rinnovabili o nel campo della educazione. L’attuale Ministrobrasiliano Mangabeira, che è stato fra l’altro professore ad Harward dello stesso Barack Obama, auspica una riconciliazione tra i due paesi e una definizione di parametri standard per la produzione e commercializzazione di etanolo: ricordo che gli stati uniti lo producono essenzialmente dal mais mentre il brasile produce etonalo dalla canna da zucchero.
Comunque ritengo pacifico che le priorità della agenda di obama siano altre.
D: La crisi finanziaria che ha colpito in primo luogo l'America, si è abbattuta sui Mercati di tutto il mondo e ha generato effetti più o meno gravi anche sull'economia reale, sugli investimenti e le attività delle PMI non si è limitata solo all'alta finanza. Quali sono stati gli effetti sul Brasile?
R: Beh, sul Brasile gli effetti in realtà si stanno manifestando a partire dal mese scorso perchè in controtendenza con il PIL europeo, statunitense, ma anche delle altre economie emergenti, il Brasile ha registrato per tutto l’esercizio 2008 una crescita robusta del PIL.
L’ultimo dato disponibile è di una crescita registrata sul terzo trimestre 2008 pari al 6,8%. Parlo di fonti ufficiali quindi l’istituto equivalente alla nostra ISTAT; nei mesi di ottobre e novembre le aspettative sono ancora di crescita, mentre soltanto in dicembre 2008 si aspetta una caduta, d’altronde resta questa l’aspettativa degli analisti per l’inizio 2009.
Tornando alla domanda sulla crisi, ricordo che, se da un lato lo scenario macroeconomico è certamente meno preoccupante di altri paesi e non è andata in default nessuna banca,è anche vero che si è immediatamente verificata una forte stretta creditizia che è partita dai grandi istituti bancari brasiliani, esposti in operazioni sull’estero, che di fatto si è ribaltata sulle banche più piccole. A farne le spese sono state le imprese con meno solidità finanziaria che hanno subito il richiamo dei fidi e qualunque forma di sostegno al proprio capitale di giro.
Purtroppo quindi l’anno è cominciato con molti annunci di dimissioni e ristrutturazioni anche significative di gruppi industriali, ma per concludere il clima generale resta buono e non di pessimismo.